Nella sua non facilmente confinabile forma espressiva, che sia verso musicato e cadenzato in metrica o verso libero e sregolato, la poesia riesce a prendersi il suo spazio dove, come e quando gradisce. Riesce a farsi strada nei tracciati letterari più desolati così come in quelli più battuti. Nei paesi, nelle città. E lo fa con una libertà di movimento solo sua, con la centratura di una personalità con cui difficilmente, forse, riescono a proporsi alla stessa maniera altre forme di scrittura.
La poesia in Puglia ha certo da esprimersi in tal senso. Storia del Novecento e scenario pugliese contemporaneo comunicano in un lungo flusso fatto di diversità e assonanze. Leggere e documentarsi, in una Puglia sempre più al centro dei riflettori mediatici generalisti, si fa allora doveroso. Così che, tracciando un percorso letterario-poetico, chi la abita e chi la visita possa farsi quanto più consapevole della grandezza che compone le sue mura.

Luoghi e poesia
Proviamo a chiarire una piccola quanto distinta premessa portando sotto i riflettori un esempio che ben spiega quel che si intende con “comunione di luoghi ed intenti poetici”. Il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università Alma Mater di Bologna ha realizzato un archivio digitale Ossigeno nascente – Atlante dei poeti italiani contemporanei, in cui attraverso cinque macro-aree (Poeti del Nord Est, Poeti del Nord Ovest, Poeti del Centro, Poeti del Sud, Poeti italiani negli USA), si tenta di dimostrare come il legame con uno specifico territorio continui, anche attraverso le più giovani generazioni di poeti, ad essere un elemento primario della loro identità letteraria. Difficile slegare un’origine anagrafica o un’appartenenza costruita nel tempo con un luogo, dal proprio modo di fare poesia.
Quanto mai allora comprendiamo che anche i luoghi della Puglia e i poeti che li hanno abitati e che continuano a farlo abbiano molto da dire in questa direzione.
Itinerario poetico pugliese
Percorrendo la Puglia nella sua linearità e lunghezza di stivale, con gli occhi che in un fausto strabismo si incrociano tra ventesimo e ventunesimo secolo, eccoci nel comune di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, noto per il Santuario di San Michele Arcangelo, grande meta del turismo religioso in Puglia e, poeticamente guardando, per il poeta Cristanziano Serricchio (Ieri oggi domani / sempre la trasparenza / di quella luce / per non smarrirla mai), scrittore anche di narrativa e saggi storici.
Scendendo per Canosa, impossibile non volgere lo sguardo all’antico tempio di Minerva, di età ellenistica, sui cui resti sorge la Basilica paleocristiana di San Leucio. Naturale pensare come tutti o buona parte dei poeti pugliesi, in un modo o in un altro, attingano alla classicità di questo tempio, raccogliendola nel loro sangue e riversandola nella loro poetica.

a cura di Raffaella Cassano
La poesia di Bari e provincia
Spostandoci per la provincia di Bari, nel nord barese, incrociamo Biagia Marniti, poetessa e giornalista di Ruvo di Puglia (Sono terra che uomo ha scavato / Ora porto radici di albero e fiori. / Sua sarà l’uva e la spiga / perché il seme più alto germogli).
A Rutigliano, un nome che ci accoglie è quello di Giuseppe d’Alessandro che esercitò la professione di medico e si dedicò anche alla poesia (Il cielo è solo / un pannicolo azzurrino / e una nuvola bassa / una linea sottile / che cammina. / Non sono felice. / Ma non sono triste), dimostrando una felice convivenza delle due discipline. O ancora il poeta Luigi Fallacara, barese di nascita ma fiorentino poco dopo i ventanni, fu il capoluogo toscano, infatti, ad abbracciare la fioritura della sua produzione poetica.
Approdando a tempi più vicini, ecco Lino Angiuli, poeta dei nostri giorni, originario di Valenzano. Angiuli vive a Monopoli e di lui citiamo le sue Poesie vegetali (Sono nato nella terra delle pietre / una debolezza all’orecchio / e un difetto al piede / mio padre e mia madre erano di campagna / campavano di fatica e non di soldi / e più di una volta mi portavano con loro / fu proprio là / in campagna / che imparai ad essere pianta / vidi il sole mezzo diavolo / e mezzo santo / fu là che senza libro né quaderno / trovai davanti in mezzo al fondo / nientemeno il padreterno / vestito verde da ulivo / a dire chi sei tu e chi sono io).
A Bari la poesia ci osserva da più angolazioni. Ce n’è una di angolazione, la più immediata, sita nel quartiere San Pasquale della città e che di fatto costituisce un grande raccoglitore di poesia. Parliamo della libreria Millelibri – Poesia e altri mondi amministrata dalla libraia Serena di Lecce, anche curatrice delle ultime edizioni della rubrica Bottega della Poesia per Repubblica Bari insieme, precedentemente, al poeta Vittorino Curci, originario di Noci. La realtà edificata dalla Di Lecce costituisce uno sguardo esclusivo nel panorama poetico nazionale, una libreria specializzata centralmente in scrittura in versi che si fa scrigno di mondi, quegli altri che porta nel suo nome, a cui si è invogliati ad accedere tramite le sue porte. Un ambiente prezioso, unicum italiano, di cui la Puglia è custodia felice.


Da Taranto al Salento
Arriviamo a Taranto e pronunciamo il nome di Raffaele Carrieri, poeta e critico d’arte del pieno Novecento, segnato da importanti vicende trattenute nei paesi balcanici, tra cui la fiumana dannunziana (Cielo non v’è stasera / non c’è neanche / un poco di cielo / su cui andare).
A Lecce ci arriviamo in punta di piedi, e con cura ci affacciamo alla grazia custodita dai versi di Claudia Ruggieri, poetessa vissuta tra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso (Oppure mi sarei fatta altissima / come i soffitti scavalcati di cieli).
Ancora: Vittorio Bodini, impossibile dimenticarlo e non annoverarlo in questo tentativo di tracciatura – in cui si ammette la certa e colpevole estromissione di nomi altrettanto considerevoli – nato a Bari ma leccese de facto, fu ispanista e traduttore, professore, nonché grande progettista di versi anche lui stesso: Tu non conosci il Sud, le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado, per citare solo uno dei suoi più noti componimenti.
Ancora più giù, in un Salento che si fa via via più profondo, la località di Maglie: si presenta il visionario Salvatore Toma con il suo Canzoniere della morte, opera quanto mai graffiante e grandissima con cui segna intimamente questa terra e la solitudine dei piccoli paesi di provincia tutti (Quando sarò morto / che non vi venga in mente / di mettere manifesti: / è morto serenamente / o dopo lunga sofferenza / o peggio ancora in grazia di dio. / Io sono morto / per la vostra presenza).

Sguardi diversi: un laboratorio di poesia presso l’università di Bari
Claudio Mezzina, poeta e dottorando in Letterature e Filologia presso l’Ateneo di Bari, è l’interlocutore con cui, con privilegio, si discorre di un progetto che raccoglie, ad oggi, alcune tra le più fruttuose riflessioni su carta attorno alla poesia contemporanea in Puglia.
L’idea di Sguardi diversi – Sulla Poesia in Puglia pubblicato da Cacucci Editore nel 2025, racconta Mezzina, è venuta a svilupparsi durante i seminari di poesia coorganizzati dalla professoressa di Letteratura italiana Carla Chiummo durante l’anno accademico 2023/2024 insieme allo scrittore pugliese, originario di Locorotondo, Mario Desiati. Conferenze dunque con poeti, con editori e librai pugliesi ma anche incontri con un approccio laboratoriale nei quali sono stati raccolti componimenti da chi vi prendeva parte. I relatori sono stati i già citati poeti Vittorino Curci e Lino Langiuli e le poetesse Claudia Di Palma e Florinda Fusco insieme ad interventi della libraia di Millelibri Serena di Lecce e alla direttrice editoriale della casa editrice Liber Aria Giorgia Antonelli.
Una piccola silloge che oggettivasse il lavoro delle conferenze e del laboratorio, che ridisegnasse e concretizzasse tutto il percorso affrontato, diventa nel mentre il pensiero comune di Claudio Mezzina ed Elvio Carrieri – poeta anch’egli -, entrambi curatori di quella che poi di fatto ne è stata la tangibile realizzazione.
Attraverso la selezione dei testi dei partecipanti al laboratorio, l’intento è stato quello di mettere in dialogo queste scritture con quelle di chi aveva già ampiamente messo a frutto la propria poetica, quella quindi dei quattro relatori che hanno presenziato ai seminari. Cosa succederà – ci siamo chiesti -, ci sarà un cortocircuito o queste poetiche riusciranno a comunicare tra loro?
Dal particolare all’universale poetico
E se tra alcune delle scritture radunate si evince in via prioritaria lo sguardo su una Puglia in quanto eletto Eden mediterraneo, quel che è certo, come sottolinea sapientemente la professoressa Chiummo nella sua prefazione al volume è che:
Tutti i poeti qui inclusi affondano le loro radici e si nutrono dell’humus del loro e nostro terreno, geografico e culturale, dove sono nati e hanno almeno in parte continuato a crescere; ma tutti, come hanno sottolineato molti di loro, hanno parlato e fatto poesia per alzare lo sguardo e farlo sollevare oltre il proprio ristretto ‘giardino’. Perché nella poesia il particolare dovrebbe sempre parlare dell’universale e all’universale.
Ciò che emerge allora dalla lettura di questa silloge è una grande varietà di voci nella misura in cui tutte registrano la necessità di attingere al patrimonio pugliese, ai tratti del paesaggio, alle tradizioni, ma con uno slancio inedito: l’intenzione è quella del conservare superando, generando una custodia valoriale che supera il provincialismo e che prova a mettersi in dialogo con tutta la poesia contemporanea, non avversando, ma entrandovi in dialogo. Chi scrive in metrica, chi scrive musicando, chi scrive prose poetiche, chi incastra tra i versi le scienze filosofiche. Non allora un calderone confusionario bensì un raccoglitore anche piuttosto ordinato di disparate forme poetiche che entrano in contatto tra loro.
Avviata la nuova edizione del laboratorio questo 11 marzo 2026, sempre tra le mura dell’Università degli studi Aldo Moro di Bari.

Il movimento insensato della poesia
Nel tempo la poesia viene spesso posta al centro del dibattito con l’obiettivo di dover essere compresa in tutte le sue più cavillose insenature lessicali, venendo meno così ad un più onesto apprezzamento della sua musicalità o della sospensione di respiro che ne fanno le ossa. Il rischio che si corre allora è che la poesia passi per la scienza letteraria più insidiosa, per la forma espressiva meno clemente rispetto ad un’immediata necessità interpretativa, quella che proprio per sua connaturata grammatica si prefigge l’obiettivo di porre in difficoltà l’interlocutore.
Si tralascia a volte, forse, quanto la poesia nella sua seducente natura di fatto letterario possa anche costituire un esercizio di illuminazione estemporanea, quanto possa definirsi il disegno di un linguaggio non necessariamente destinato alla comprensione tempestiva e diretta. Senza un impegno che sia di troppo, lasciare che a governarla sia il suo stesso movimento resta allora la sfida ancora e sempre da compiere della poesia. Così che il suo senso possa restare sotteso, inteso per poco o forse mancato.
La poesia in Puglia brulica, non resta che provare ad afferrarla, per confronto, per esplorazione o ancora, come suggerisce la curatrice di Sguardi diversi, per prendere fiato, per dare un senso anche all’insensato, per farsi nuove domande mentali, interiori, politiche. Che si faccia spazio, allora, a versi non quantificabili, poco utili e poco ragionevoli – aggettivi che in forma positiva restano tanto in voga di questi tempi – e che possa tornare di moda il gusto del poetico ad accompagnarci nelle nostre vite.




Una piacevole, esaltante scorribanda di poesia di e attraverso la Puglia che approda con Sguardi diversi, a scoprire la propria insostituibile, insensata poesia. Bello, no?
Non conoscevo questa bela vitalità della poesia in Puglia. Grazie per avercela fatta conoscere e buon lavoro
La poesia è il respiro dell’anima! Ogni poeta,di qualsiasi regione o città,porta in sé e con sé il proprio vissuto. Grazie per questo bellissimo viaggio di vita e di cuore attraverso la scrittura di testi poetici e testimonianze.