Santo Spirito e il chiosco Fracaflò in riva al mare

da | Set 4, 2025 | Storie di Puglia

Il sole picchia e il mare profuma. Tra un gelato al limone, un ombrellone Algida e una birra Peroni rigorosamente in bottiglia, il clima a Santo Spirito è quello di un’estate italiana che fiorisce ancora nella sua più generosa autenticità.

Nel flusso perpetuo di generazioni di bagnanti che l’hanno nel tempo attraversata e che continuano a farlo, Santo Spirito fa da accogliente porto di mare – rigenerante nel suo permanere al di fuori da ogni logica di turismo canonico – per chiunque si dica pronto a lasciarsene stupire.

Santo Spirito e il chiosco Fracaflò in riva al mare

Storia di un porto tra Bari e Bitonto

Porticciolo colorato con un’antica storia di pesca, Santo Spirito oggi è un quartiere di Bari. Per secoli è stato il porto naturale di Bitonto, la sua marina, in quanto estensione geologica verso la costa, conosciuto nel Medioevo come Borgo Asilu. Ma il porto ha anche testimonianze romane e antiche. Ancora individuabile il sito del piccolo rudere medievale, detto di Argiro. Tradizionalmente, i bitontini hanno chiamato per molto tempo – del tutto impropriamente – “castello” la torre asburgica cinquecentesca sita attualmente sul lungomare. 

Con Bitonto, un legame radicato, che resiste anche dopo l’annessione al comune di Bari nel 1928. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, la borghesia bitontina ha infatti lasciato un forte segno sul territorio, costruendo eleganti ville sul mare che non erano semplici case estive ma veri e propri simboli di prestigio e radicamento sociale: luoghi vissuti, dove si consolidavano relazioni, abitudini e memorie familiari che hanno segnato profondamente l’identità del posto.

Santo Spirito e il chiosco Fracaflò in riva al mare

Ancora oggi, durante l’estate, il ritorno delle famiglie bitontine testimonia una continuità affettiva e culturale che non si è mai spezzata. Santo Spirito continua a essere sentita da molti come la marina di Bitonto. Ma accanto a questa eredità storica, negli anni, è emersa una coscienza nuova, un’identità santospiritese autonoma, né barese né più propriamente bitontina.

Questa identità si è andata affermando anche attraverso volontà di completa autonomia amministrativa, espresse in più momenti con tentativi – poi naufragati – di ottenere una gestione distinta o un riconoscimento più diretto della propria specificità. Proposte di frazionamento amministrativo o di autonomia, avanzate più volte nel corso dei decenni, hanno mostrato che Santo Spirito è ormai una comunità con una storia, forse un po’ ibrida, ma con un senso di appartenenza ormai proprio e ben definito e – a quasi cento anni dall’annessione a Bari – più che radicato.

Un refrigerio sul mare: la barracche

Nel cuore di Santo Spirito, sul suo lungomare, sorge un chiosco in posizione strategica, che ristora i bagnanti con musica, bevande fresche, stuzzicherie. Si chiama Fracaflò, nome che prende forma dalle prime sillabe dei nomi di Francesco e Carlo, fratelli originari di Santo Spirito, rispettivamente oggi di 52 e 50 anni, che lo hanno preso in gestione nel 1998. Dal 2007 è invece nelle mani soltanto di Francesco. 

Le prime foto che ritraggono il chiosco risalgono agli anni Sessanta ma le voci degli anziani che lo hanno visto e celebrato nel tempo, testimoniano come fosse attivo già dal Secondo Dopoguerra. Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, il chiosco veniva identificato dagli anziani con il termine dialettale “la barracche” alludendo alla sua struttura di legno da, appunto, baracca. Poi, prima di essere rilevato dai fratelli Florio, il nome popolare si evolse ne “il chiosco di Rocchino” dove Rocchino era il cognato dell’allora proprietario, molto conosciuto dai santospiritesi poiché vendeva bombole del gas proprio nei pressi del chiosco.

Colorato di bianco e azzurro come spontaneo che sia in un simile scenario, a rendere incantevole e giocoso il chiosco Fracaflò è proprio la sua assoluta semplicità. Nessun orpello stilistico, nessuna pretesa, a governarlo solo gusto del vero. Come vero è il mare azzurro che si trova alle sue spalle. E tanto basta per renderlo un punto magico.

Verso il 20 di Aprile di ogni anno, si aprono i battenti. Giugno viene raccontato come il mese più bello dalle parole di Francesco che lo elogia per il movimento di gente e per un caldo ancora gestibile.

Il fatto che Fracaflò sorga tra due dei punti più comodi della costa, gli accessi a due conchette, dai quali i bagnanti tendono più facilmente a tuffarsi in acqua lo ha sempre reso ancora più speciale nel tempo. Quale obiettivo più immediato dopo un po’ una manciata di minuti al sole per un bagnante in cerca di una bevanda fresca, se non un chiosco felice?

Le persone del chiosco

Una vista tutta blu quella che dall’interno permette a Francesco e ai suoi collaboratori di lavorare bene, ristoratrice dello sguardo così che anche le giornate più calde possano essere tollerate senza lasciare una spiacevole stanchezza a fine giornata. Ma solo un affaticamento sano, quello di chi si dedica con dedizione e cura per l’altro nel lavoro che ha scelto per la sua vita.

Santo Spirito e il chiosco Fracaflò in riva al mare

Turisti, persone del posto, anziani. Dal chiosco Fracaflò ci passano davvero tutti. Chi per un saluto, chi per una bevanda fresca, chi per un pezzo di focaccia. Legami che restano nel tempo, quelli costruiti davanti a quella finestrella, per chi ha visto il chiosco negli anni come un faro sempre acceso a rallegrare la costa. 

Santo Spirito e il chiosco Fracaflò in riva al mare

Azzurri silenzi di Puglia

È bello credere che nelle estati che verranno, per lasciarsi travolgere al punto giusto dal piglio santospiritese, basterà sempre anche solo sedersi su una panchina del suo lungomare. Dissetarsi con una bevanda del chiosco Fracaflò e guardare quel blu intenso lì difronte. 

La Puglia non la si rintraccia solo in spiagge mozzafiato e storditi circuiti turistici a loro corredo, sordi a tutto ciò che gravita davvero attorno ad una terra fatta sì di bellezza ma anche di tanta complessità.

La Puglia è fatta di ritrovi, di silenzi, di spazi che si riscoprono nella loro storia, di angoli azzurri che con la loro luce illuminano quanto più di genuino e rinfrancante merita di essere ascoltato. Santo Spirito e il chiosco Fracaflò ne sono una preziosa testimonianza.

2 Commenti

  1. Vincenzo Botta

    Che bellissimi ricordi, del chiosco di zio Rocchino. Con i miei primi bagni fatti sotto i suoi sguardi.

    Rispondi
    • Priscio di Puglia

      Salve Vincenzo, grazie per aver condiviso con noi il suo ricordo legalo al Chiosco Fracaflò. Torni a leggerci presto!

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe anche interessarvi leggere: