I cammini della Puglia: percorsi lenti tra storia, natura e accoglienza autentica

da | Set 3, 2026 | Guide e itinerari

Nel suo celebre saggio dedicato al camminare, Henry David Thoreau parlava dell’escursione come di un vero e proprio modello di vita. Per lo scrittore, l’anelito al movimento non era un semplice passatempo, ma l’essenza stessa di un desiderio profondo: quello di liberarsi dall’ansia, dalla frenesia e dal malessere che spesso si avvertono nel mondo moderno. 

A distanza di oltre un secolo, il boom contemporaneo di viaggiatori che scelgono di mettersi in marcia dimostra che forse aveva perfettamente ragione. C’è un bisogno viscerale di rallentare, di ridefinire i contorni del tempo e di ritrovare una connessione autentica con ciò che ci circonda.

In questo scenario, esiste una terra dalle mille voci che sembra disegnata appositamente per essere ascoltata un passo alla volta: la Puglia. Per cogliere davvero le sue sfumature più intime, i cammini della Puglia si rivelano un’opportunità straordinaria. Muovendosi a piedi tra i suoi paesaggi, attraverserete una terra di contrasti e armonie, dove si passa dal blu dell’Adriatico allo Jonio, dalle distese di ulivi secolari ai muretti a secco della Valle d’Itria, fino a raggiungere i confini lucani. 

È un viaggio che attraversa borghi medievali millenari, tracciati storici e vie dello spirito, il tutto scandito da un’ospitalità genuina. Dove andare? Qui vi consigliamo i cammini della Puglia da provare, zaino in spalla e con tanta voglia di un’avventura a passo lento.

Cammini della Puglia

La Rotta dei Due Mari: 136 km, da Polignano a Mare a Taranto

Tra i cammini della Puglia più amati c’è La Rotta dei Due Mari, un itinerario che, dalle falesie calcaree a strapiombo sull’Adriatico, arriva fino alle acque dello Jonio in sei tappe

Si parte da Polignano a Mare, salutando la statua di Domenico Modugno e lo scorcio unico di Lama Monachile, per addentrarsi subito in un entroterra rurale dominato da muretti a secco, orti e masserie storiche. Il cammino si snoda lungo vie secondarie toccando le architetture sotterranee di Castellana Grotte, per poi raggiungere Alberobello e i suoi oltre mille trulli, Patrimonio UNESCO

Da qui, attraverserete un tratto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese fino a Locorotondo, con le sue caratteristiche case bianche dai tetti a cummerse, e proseguirete verso Martina Franca, scrigno di vicoli lastricati e facciate barocche.

Prima dell’arrivo, il tracciato tocca Crispiano, la terra delle cento masserie, premiata a livello europeo per la sua gastronomia, e taglia la natura incontaminata della Riserva del Bosco delle Pianelle

Il cammino si conclude a Taranto, la “Città dei due mari”, legata al mito spartano di Falanto, l’eroe greco che secondo la leggenda lasciò Sparta e, guidato dall’oracolo di Delfi, fondò la città di Taranto nel 706 a.C. 

Cammino Materano: 166 km, da Bari a Matera (Via Peuceta)

Il Cammino Materano non è un unico sentiero, ma un reticolo di sei vie che convergono verso Matera. Tra queste, la Via Peuceta è stata la prima a essere inaugurata circa dieci anni fa e rimane la più strutturata e frequentata dai camminatori. Il percorso si snoda per 166 chilometri suddivisi in 7 tappe.

Si parte dal cuore storico di Bari, precisamente dalla Basilica di San Nicola, per poi addentrarsi nell’antico territorio della Peucezia. Passo dopo passo, il paesaggio marittimo lascia spazio all’entroterra rurale: si attraversano rigogliosi uliveti e i borghi storici di Bitetto e Cassano delle Murge, per poi risalire verso Santeramo in Colle. Da qui si entra nell’altopiano delle Murge, un ecosistema unico caratterizzato da vaste steppe, fitti boschi e profonde incisioni carsiche.

Prima di valicare il confine lucano, l’itinerario tocca Altamura e Gravina in Puglia, offrendo un’immersione totale nei paesaggi rupestri e nelle eccellenze culinarie locali. L’ultimo tratto passa dal Santuario di Picciano e conduce infine a Matera. È un viaggio lento che unisce la Puglia e la Basilicata, perfetto per chi vuole scoprire l’autentica identità culturale di questo lembo di terra.

Cammino Materano: 166 km, da Brindisi a Matera (Via Ellenica)

Se la Via Peuceta rappresenta il tracciato storico più frequentato, la Via Ellenica è la rotta che unisce lo Jonio, la Murgia e la Valle d’Itria, nata per connettere la costa adriatica di Brindisi ai Sassi di Matera. Ad oggi il cammino è aperto e fruibile, configurandosi come un cammino speculare rispetto alla Peuceta, ideale per chi cerca atmosfere ancora più intime e selvagge.

Partendo da Alberobello, il sentiero scende verso Martina Franca e Crispiano, per poi addentrarsi nella suggestiva Terra delle Gravine. Da qui si toccano borghi storici incastonati nella roccia come Massafra, Mottola, Castellaneta e Laterza, fino a raggiungere Ginosa.

L’ultimo tratto valica il confine regionale per condurre finalmente i camminatori erranti a Matera. Lungo i suoi 166 chilometri totali, la Via Ellenica si rivela un tracciato straordinario che unisce idealmente i popoli del Mediterraneo, dove la pietra dei trulli e delle gravine pugliesi dialoga senza sosta con il paesaggio rupestre lucano.

Cammino del Salento: 114 km, da Lecce a S. Maria di Leuca (Via del Mare)

La Via del Mare è un itinerario in 5 tappe che asseconda la linea costiera adriatica per condurvi fino all’estremità della penisola salentina

Il viaggio comincia ufficialmente a Lecce, sotto il monumentale arco di Porta Napoli: qui si riceve il primo timbro sul Passaporto del Pellegrino, prima di attraversare le meraviglie barocche del centro e incamminarsi verso le campagne.

Il tracciato tocca la cittadina fortificata di Acaya e la Riserva Naturale delle Cesine, dove la terra stringe un patto con il mare. Da questo punto in poi, l’acqua diventa la compagna di viaggio insostituibile. Si cammina sulla sabbia e su sentieri retrodunali toccando le marine di San Foca, le rovine archeologiche di Roca Vecchia con la celebre Grotta della Poesia e i faraglioni di Torre dell’Orso e Sant’Andrea. Superata la suggestiva Baia dei Turchi, si fa ingresso a Otranto.

Da qui inizia una tratta costiera mozzafiato: si doppia il Faro della Palascìa, il punto più a est d’Italia, e si raggiunge Porto Badisco, il mitico primo approdo di Enea. Il cammino prosegue tra scogliere e sentieri panoramici come la Serra del Mito, toccando le architetture moresche di Santa Cesarea Terme, il borgo di Castro e le acque cristalline di Marina Serra

L’emozione finale è affidata al Sentiero delle Cipolliane, un tracciato a picco sul mare che supera lo spettacolare canyon del Ciolo e conduce i camminatori fino al Santuario De Finibus Terrae di Santa Maria di Leuca.

Cammino del Salento: 135 km, da Lecce a S. Maria di Leuca (Via dei Borghi)

Sebbene attualmente nel 2026 questa via sia temporaneamente chiusa per manutenzione e in vista di un prossimo rilancio, la Via dei Borghi resta un cammino suggestivo per la sua capacità di fondere l’entroterra culturale salentino con la costa adriatica. Lungo i suoi 135 chilometri ripartiti in 6 tappe, il viaggio inizia sempre da Porta Napoli a Lecce, ma devia subito verso l’interno per esplorare il cuore nascosto della penisola.

La prima metà del cammino è un viaggio nel tempo e nella tradizione. Si attraversano piccoli centri ricchi di storie uniche: dalle antiche distillerie di San Cesario alla magia ellenofona di Sternatia, cuore del Griko salentino, dove la monumentale Porta Filia scandisce ancora i riti della vita comunitaria. Il cammino tocca Soleto, lo scrigno barocco di Galatina con la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, e la culla della pietra leccese a Cursi. Prima di riabbracciare il mare, i camminatori attraversano il giardino megalitico di Giurdignano, punteggiato da misteriosi dolmen e menhir, e scendono lungo la Valle dell’Idro fino a Otranto.

Da Otranto in poi, l’itinerario si ricongiunge alla costa, regalando la sua parte più naturalistica. Si cammina tra scogliere mozzafiato toccando la Cava di Bauxite e il Faro della Palascìa, per poi superare Porto Badisco, le sorgenti termali di Santa Cesarea Terme e la suggestiva piscina naturale di Marina Serra

Il tratto finale si snoda, anche qui, tra il Sentiero delle Cipolliane a picco sul mare, il canyon del Ciolo e l’antico rito delle pietre all’Erma Antica. L’arrivo è a Santa Maria di Leuca e al Santuario De Finibus Terrae.


0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe anche interessarvi leggere: