Cosa vedere a Taranto: itinerario urbano attraverso il riscatto della bellezza

da | Lug 9, 2026 | Guide e itinerari

“Fondata dagli spartani, forgiata dagli dei, scolpita nella bellezza” è la frase presente in uno degli innumerevoli murales di Taranto che racconta una parte della storia della ‘Città dei due mari’. Solo una parte, perché se è vero che Taranto è l’antica capitale della Magna Grecia, è anche un porto del Mediterraneo e una città profondamente segnata dalla grande industria e dalle politiche di sviluppo che, a posteriori, hanno investito, come un disastroso tsunami, il Meridione. Ovviamente, non possiamo parlare di Taranto senza citare l’Ilva e le vicende dell’acciaieria. 

Qui, però, citeremo solamente queste vicende. Senza ignorare le ferite del passato, quella che vogliamo raccontarvi e invitarvi a visitare con questi consigli dedicati a cosa vedere a Taranto è la città esposta a due mari e quattro venti, dove si trovano uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, il trionfo barocco della sua cattedrale e lo sguardo contemporaneo di Gio Ponti

È “un campo minato su cui crescono fiori bellissimi”, come ha scritto Diodato nella sua canzone La mia terra, e questi sono i nostri suggerimenti per scoprirla attraverso il riscatto della sua bellezza.

Lungomare di Taranto

MArTa, il museo archeologico

Tra il IV e il II secolo a.C., Taranto e dintorni erano al centro di quello che oggi potremmo definire come una sorta di distretto dell’oreficeria dove venivano creati oggetti preziosi con la filigrana. È quanto apprenderete al MArTA, il Museo Archeologico Nazionale che ha dedicato un’intera sala ai famosi Ori di Taranto, ma non solo.

Passando da una sala all’altra del museo, considerato tra i più importanti d’Italia, imparerete a conoscere le diverse civiltà che qui hanno lasciato il proprio segno saltellando da un’epoca all’altra, dalla preistoria al periodo altomedievale.

Le colonne doriche

La lezione di storia prosegue anche fuori dal museo, basta raggiungere il tempio dorico. Oltre la recinzione di Piazza Castello, nella Città Vecchia, noterete due colonne: sono tutto ciò che resta del grande tempio di Poseidone o forse, studi recenti affermano, di una divinità femminile, che un tempo dominava l’acropoli con una selva di oltre trenta pilastri.

Nonostante ne rimanga poco, le colonne doriche sono sicuramente tra i luoghi da inserire in qualsiasi itinerario su cosa vedere a Taranto perché detengono un primato. È considerato il più antico luogo di culto della Magna Grecia. Risalenti all’inizio del VI secolo a.C., queste colonne sono state erette prima di quelle, ben più famose, di Siracusa o Paestum.

Colonne doriche a Taranto

La città vecchia

Sorto nel X secolo sulle rovine dell’acropoli greca, questo scoglio di terra è rimasto l’unico perimetro abitabile fino all’Unità d’Italia. Per secoli, infatti, era vietato costruire fuori da Porta Lecce, costringendo la città a crescere su se stessa, in altezza e nel sottosuolo.

La storia di Taranto è tangibile anche guardando semplicemente le sue strade che ricalcano l’urbanistica bizantina, un dedalo di vicoli strettissimi nati per scopi difensivi e per spezzare il fiato dei venti. In via Duomo, che ricalca l’antico tracciato della via Appia, i palazzi signorili convivono con frammenti di colonne romane riutilizzate come paracarri ed edicole votive che segnano gli angoli delle corti medievali.

Sotto il piano stradale, la città continua nei frantoi ipogei e nelle strutture scavate nella roccia, mentre in superficie, sul versante nord della città vecchia, pulsa la vita del porto. Tra barche di pescatori e il profumo di cozze, che qui sono Presidio Slow Food, si respira un’atmosfera tipicamente mediterranea.

Centro storico di Taranto

Taranto sotterranea

Poiché per secoli è stato impossibile espandersi oltre i confini del nucleo storico, Taranto è cresciuta scavando nel proprio ventre. Cosa vedere a Taranto, quindi, se non quello che si cela sotto i palazzi nobiliari, le chiese e i conventi della città vecchia? Stiamo parlando di una vasta rete di ambienti ipogei ricavati direttamente dal banco di roccia calcarea.

Tra i siti ipogei più interessanti da visitare citiamo l’ipogeo di Beaumont Bellacicco, Palazzo Delli Ponti, dove tra le pareti di roccia sono emersi tratti delle mura greche del V secolo a.C. e un’area funeraria con tombe ad arcosolio e a fossa, e il Frantoio Ipogeo Normanno, probabilmente tra i più antichi della Puglia.

Le chiese di Taranto

Il profilo di Taranto è disegnato anche dai suoi campanili e dalle facciate dei suoi edifici ecclesiastici. Nella città vecchia, imperdibile è la Cattedrale di San Cataldo. Da fuori non si direbbe, ma al suo interno troverete il Cappellone di San Cataldo, un trionfo barocco di marmi policromi che ospita le statue di Giuseppe Sanmartino, lo scultore celebre per il Cristo Velato di Napoli.

Poco distante, anche la Chiesa di San Domenico Maggiore merita una visita. A differenza della cattedrale, in questa chiesa regna la sobrietà architettonica, ma rappresenta un luogo importante per i cittadini perché da qui parte la processione del Giovedì Santo durante la Settimana Santa. In questo senso, citiamo anche la Chiesa del Carmine, custode della secolare Processione dei Misteri, uno degli eventi più attesi della Pasqua in Puglia.

Se siete fan delle architetture moderne, allontanatevi dal centro storico per raggiungere l’incredibile Concattedrale Gran Madre di Dio, il capolavoro che Gio Ponti ha regalato alla città tra il 1964 e il 1970. Qui, il genio milanese ha fuso la tradizione pugliese, richiamata dal bianco accecante delle superfici, con il rigore del cemento armato.

Il castello aragonese

Il vostro itinerario su cosa vedere a Taranto può proseguire verso il castello aragonese. Sebbene le prime fortificazioni risalgano al 780 per mano bizantina, l’aspetto attuale è il risultato del grande intervento di Ferdinando d’Aragona alla fine del XV secolo. Preoccupato dalle incursioni saracene, il sovrano ordinò la costruzione di una fortezza che potesse garantire prestazioni militari d’avanguardia grazie a quattro torri: San Cristoforo, San Lorenzo, dell’Annunziata e della Bandiera.

All’interno delle sue prigioni ha ospitato figure illustri come il generale Alexandre Dumas, padre dell’omonimo scrittore. La dura prigionia subita dall’ufficiale tra il 1799 e il 1800 lasciò un segno indelebile nel figlio, che anni dopo si ispirò proprio a quelle segrete per descrivere l’ingiusta carcerazione di Edmond Dantès nel suo capolavoro, Il Conte di Montecristo.

Oggi, il castello è impiegato come base della Marina Militare, ma è aperto al pubblico con visite guidate.

Castello Aragonese di Taranto

La Factory

Concludiamo i nostri consigli con un luogo certamente non scelto a caso, perché il percorso di rinascita della città passa anche da Porta Napoli, lo storico snodo commerciale situato tra la stazione e il porto. In un’area che per lungo tempo è rimasta ai margini, sta germogliando un distretto creativo spontaneo il cui cuore pulsante è La Factory

Il nome stesso è una sfida: in una città dove la parola “fabbrica” ha pesato per decenni come sinonimo di industria pesante, questo hub sovverte il termine, proponendo un fare artigianale e rigenerativo. Non solo un laboratorio, ma un contenitore di esperienze che spaziano dalle mostre ai mercati di editoria alternativa, dai laboratori ai concerti. Una tappa da inserire nell’itinerario per scoprire una Taranto in continua evoluzione.

Infine, se vi trovate in città durante i Giochi del Mediterraneo, abbiamo sviluppato per voi un itinerario gastronomico per scoprire dove mangiare a Taranto.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe anche interessarvi leggere: