Tesori di Valle d’Itria: il tempo sospeso dei Giardini di Pomona

da | Apr 23, 2026 | Storie di Puglia

C’è un luogo a Cisternino, in quella valle che consente l’abbraccio tra le terre di Bari, Brindisi e Taranto, la valle d’Itria, dove l’affanno dell’uomo moderno sembra essersi fermato per permettere alla natura di riprendersi i suoi spazi e tutto il suo tempo: è il tempo sospeso dei Giardini di Pomona.

Vero e proprio santuario della biodiversità, i Giardini di Pomona nascono dalla lungimirante visione di Paolo Bellomi, milanese doc come lui stesso si definisce, che nel 2004 ha scelto di invertire la rotta più usuale di tutte le rotte, quella che vuole che sia il cittadino del Sud a migrare verso il Nord. È diventato così un migrante al contrario verso la grande banca genetica del Mezzogiorno, dove i terreni abbandonati e le ville patrizie custodiscono le grandi sorgenti vegetali d’Italia. 

Lasciata la metropoli lombarda, dove lavorava nel mondo dell’editoria come fotografo, Paolo ha trasferito in Puglia non solo la sua vita, ma anche le ottanta varietà di fichi che prima coltivava sul suo terrazzo urbano. Oggi, racconta, si occupa di piante per passione.

L’arte dell’attesa e il respiro della terra 

Il Conservatorio Botanico dei Giardini di Pomona si estende su dieci ettari coltivati rigorosamente con metodo biologico e custodisce oltre 1.200 varietà di piante da frutto, sottraendole all’estinzione.

Come si legge sul sito della struttura, il vero cuore pulsante della tenuta è la straordinaria collezione di fichi, che con circa 400 varietà provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, si attesta come una delle più importanti e complete a livello europeo.

Accanto a questo immenso patrimonio si trovano oltre 1200 varietà di alberi da frutto come agrumi storici, melograni, albicocchi, viti e alberi da frutto antichi, che offrono ai visitatori un viaggio sensoriale e storico attraverso l’evoluzione dell’agricoltura.

Una missione nata sotto la protezione di una dea 

L’esperienza botanica di Paolo inizia ufficialmente a Milano l’8 novembre 1993, subito dopo il convegno di Rio de Janeiro, il primo grande grido d’allarme mondiale sui cambiamenti climatici e l’erosione genetica. Nel 2004 tutto si sposta poi in Puglia: sotto la protezione di Pomona, la dea latina di orti e frutteti, sono stati trasformati dieci ettari di terreno in un’arca vegetale coltivata rigorosamente con metodo biologico. 

Paolo descrive il fico come una specie dal fascino estremo e dalla complessità quasi magica: una pianta rustica che perdona gli errori di potatura, ma che richiede il rispetto dei suoi ritmi biologici, una filosofia che lui chiama l’arte dell’attesa. In un mondo che vuole tutto e subito, ai Giardini di Pomona si impara che la natura ha bisogno di tempo: 

Se a febbraio esprimi il desiderio di vedere spuntare un fico non puoi certo credere di vederlo spuntare a marzo. Devi aspettare giugno per i fioroni e agosto, settembre, ottobre per i fichi autunnali. 

Ospitalità e turismo esperienziale tra i frutti antichi 

Il secondo pilastro fondamentale della struttura è l’accoglienza, poiché, come sa bene Paolo che li amministra, “la conservazione della natura richiede risorse finanziarie costanti”. Il turismo ai Giardini è un’esperienza d’immersione totale: gli ospiti possono soggiornare in appartamenti che portano i nomi delle varietà botaniche o in trulli storici perfettamente integrati nel paesaggio.

Per i viaggiatori con zaino in spalla e per chi percorre la vicina ciclovia, è disponibile anche un ostello che garantisce l’accessibilità a chiunque desideri vivere nel cuore del conservatorio botanico a costi contenuti. Qui l’ospitalità non è solo un servizio, ma il mezzo per sostenere la ricerca scientifica e i progetti internazionali che vedono la struttura collaborare con università di tutto il Mediterraneo.

Visite guidate, laboratori e sapori della memoria rurale 

Oltre al soggiorno, i Giardini di Pomona offrono un ricco calendario di attività sempre in corso di definizione e aggiornamento che spaziano dai laboratori di distillazione di oli essenziali con rosmarino e lavanda fino a corsi di yoga e pittura vegetale.

L’eccellenza dei frutti di Pomona trova espressione anche nelle collaborazioni d’autore, come quella con una storica ditta calabrese attiva dal 1910, che trasforma i fichi in prelibatezze ricoperte di cioccolato. Queste specialità, nate da oltre un secolo di esperienza, saranno presto disponibili sul nuovo portale e-commerce dei Giardini, che nel tempo si arricchirà di ulteriori prodotti legati alla biodiversità della tenuta.

Ogni anno, inoltre, durante la prima domenica di settembre, la tenuta celebra il suo evento più iconico: la mostra pomologica del fico, che si appresta a vivere la sua undicesima edizione. È un appuntamento unico in cui vengono esposte tutte le varietà mature in quel preciso momento, accompagnate da visite guidate e da un evento culturale che spazia da esibizioni in musica a presentazioni di libri. La giornata culmina con la degustazione dei frutti presentati, trasformandosi in un momento di condivisione che celebra il raccolto e la memoria rurale.

Visitare i Giardini di Pomona o acquistarne i prodotti, come i rinomati fichi ricoperti di cioccolato definiti “pericolosissimi” da Paolo per il loro sapore estremamente godibile, significa partecipare attivamente alla protezione di un ecosistema prezioso, su cui costruire una visione sostenibile del futuro.

Se valutiamo allora cosa vedere in Valle d’Itria da visitatori passeggeri o con del tempo a disposizione, non possiamo certo d’ora in poi pensare di lasciare inosservati gli splendidi Giardini di Pomona con tutto il loro prezioso carico vegetale e culturale.

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