In un tratto della via Traiana, nella località di Capurso, in provincia di Bari, sorge Casale Pontrelli. Azienda agricola, podere destinato a festeggiamenti di cerimonie ma anche orto, Casale Pontrelli è oggi gestito da Luca Pontrelli, 33 anni, rappresentante della terza generazione di proprietari.
Quella che per diverso tempo era stata una location per eventi, si è trasformata, grazie alla sua passione e alle sue iniziative, in un crocevia di tradizione, sostenibilità e rispetto agricolo.
L’orto in affitto e l’agricoltura rigenerativa
Il percorso di Luca presso il Casale è iniziato nel 2014, quando la struttura veniva affittata per festeggiamenti. Nel tempo poi, animato dal desiderio di offrire un’esperienza più completa e radicata nel territorio, Luca ha sentito la necessità di un’evoluzione: nel 2019 ha deciso di integrare una cucina interna alla storica azienda agricola di famiglia.
Oggi, ogni aspetto culinario è gestito con cura, garantendo piatti che esaltano i sapori autentici del territorio pugliese. Casale Pontrelli per me non è mai stato solo un luogo di ristorazione, la profonda connessione con la terra è il vero motore di tutte le attività che promuoviamo. Siamo anche un’azienda agricola certificata. L’obiettivo attuale è ricongiungere i terreni che in passato erano stati divisi, per creare un’unica entità ancora più completa e funzionale. Quando mio padre ha comprato il casolare aveva una ventina d’anni, lui è costruttore e quindi nel tempo lo ha sempre curato in tutta la sua struttura. Io, poi, ci ho messo dentro le mie idee.

Fiore all’occhiello del Casale è più che mai l’orto, attivo dal 2022. Qui, le produzioni stagionali, rigorosamente biologiche, arrivano direttamente in cucina. Ma non si tratta di semplice agricoltura biologica: ad essere praticata è l’agricoltura rigenerativa. Questa tecnica innovativa evita l’aratura profonda del terreno, preferendo pacciamatura e movimento superficiale. L’obiettivo è preservare il microbioma del suolo, aumentando la ritenzione idrica e i valori nutritivi, contrastando l’impoverimento causato dall’esposizione al sole.
L’orto può anche essere affittato. Filari di terra vengono messi a disposizione di chi desidera coltivare il proprio orto. Il costo mensile include la fornitura di paglia, letame e l’irrigazione, promuoviamo così l’agricoltura consapevole e il legame con la terra.
La libreria nel trullo e il progetto St’orto
Casale Pontrelli è concepito dal suo stesso ideatore come un calderone di esperienze. Luca, con una formazione in ingegneria edile e architettura, ne ha disegnato personalmente il giardino al cui centro si erge un imponente gelso, diventato in non troppo tempo soggetto di grande bellezza, dimostrando una sorprendente crescita in pochi anni.
Ho cercato di unire la visione imprenditoriale con ciò che avevo a disposizione. Per me, gli spazi del Casale, proprio come il trullo adiacente l’orto, sono dei contenitori. Invece di vederli solo come campagna da coltivare, li abbiamo trasformati in un giardino fruibile e vivibile. Ho deciso di trasformare il trullo in libreria dove chi vuole può leggere e scambiare letture: questo è per me un esempio di come gli spazi possano essere reinventati e condivisi, anziché essere destinati a semplici depositi.

Agli inizi di Giugno 2025, il Casale Pontrelli ha inoltre lanciato St’orto, un progetto in collaborazione con Janus (di Bari) e Sovranaturale, un’agenzia che si occupa di consulenza ed eventi gastronomici. Questa partnership ha dato vita a un pop-up che sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 19:00 in poi, offrendo aperitivi a base di prodotti del Casale e del territorio, accompagnati da una selezione di vini pugliesi.


Riciclo e creatività circolare
L’impegno per l’economia circolare è palpabile in ogni aspetto del Casale. Gli scarti delle lavorazioni in cucina, come le bucce di pomodoro o melanzane, vengono trasformati in polveri decorative o compostati, chiudendo così nel migliore dei modi il ciclo produttivo.
Dai ponteggi del cantiere del padre, trasformati in decorazioni, a credenze recuperate e restaurate, ogni angolo del Casale racconta una storia di riciclo. Le trombe del nonno di Luca, capobanda di Capurso, ceppi o viti secche riutilizzate come elementi decorativi e le scale antiche del territorio appese al soffitto, compresa quella della nonna, alimentano sotto la spinta di Luca, un rispetto profondo verso la memoria di chi ha fatto la sua famiglia.

Il ritorno in Puglia
La cucina del Casale Pontrelli vuole raccontarsi come un inno ai sapori semplici, ma esaltati da tecniche innovative. La chef, Angela D’Errico, incarna perfettamente un esempio di ritorno in Puglia dopo significative esperienze internazionali, tra cui Australia e New York. La sua filosofia è quella di trasformare la materia prima per esaltarne il sapore, servendosi di pratiche come la fermentazione o la creazione di polveri da scarti vegetali, come la buccia di pomodoro, per decorare e arricchire i piatti.
Anche Roberto Berardi, co-gestore dell’orto, è tornato dall’Australia con un’esperienza in permacultura, contribuendo alla gestione sostenibile e innovativa del Casale.

Il logo, simbolo di natura e tradizione
Il logo del Casale è un richiamo alla tradizione e alla natura: la lettera “P” del cognome, ripetuta per formare un rosone che ricorda le luminarie pugliesi, racchiude in sé il sole, il fiore e la ruota del carro, omaggio a Via Ognissanti in cui risiede la struttura. Questo logo si declina poi per rappresentare le diverse anime dell’attività: il Casale stesso, la selezione di prodotti pugliesi confezionati, rendimenti dell’orto o selezionati con cura dal territorio.
Il futuro di Casale Pontrelli
E non mancano, per Luca, progetti in cantiere.
Vorrei presto realizzare un biolago artificiale per il recupero dell’acqua piovana, che creerebbe un habitat per insetti e animali, un ambiente naturale che richiami il passato della zona. Mi piacerebbe coinvolgere associazioni per promuovere l’arte visiva nelle sue più varie forme, dal cinema alla fotografia, attraverso eventi, e portare la permacultura nelle scuole attraverso visite didattiche nell’orto, con l’obiettivo di educare le nuove generazioni a tecniche agricole sostenibili. E chissà, magari più in là si potrà anche pensare al riattivare le stanze del casale, ad oggi utilizzate come uffici e depositi, per l’ospitalità notturna, rendendolo quanto più un vero e proprio agriturismo con pernottamento.
L’azienda agricola sta inoltre sviluppando un progetto per l’inserimento di arnie all’interno della campagna in cui sorge il Casale, con la mamma di Luca che sta seguendo un corso per apicoltrice.

Casale Pontrelli incarna la vera essenza dell’agricoltura rigenerativa e dell’ospitalità, costituendo così una realtà conviviale che virtuosamente dimostra come la visione imprenditoriale, unita all’interesse e all’impegno verso la sostenibilità, possa generare melodie armoniche tra ambiente e tradizione, in una Puglia che accoglie quanto più iniziative di tale spicco.




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