Gioia del Colle celebra la tradizione: in arrivo l’VIII edizione del Palio delle Botti

da | Lug 31, 2025 | Storia, arte e cultura

Reportage fotografico a cura di Isabella Bradascio – realizzato durante l’edizione 2024 del Palio delle Botti.

Il conto alla rovescia è già cominciato: il 2 e 3 agosto 2025, Gioia del Colle tornerà a trasformarsi in un affascinante borgo medievale per ospitare l’VIII edizione del Palio delle Botti. L’attesa manifestazione, diventata ormai uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate pugliese, promette ancora una volta di unire storia, arte, folklore ed enogastronomia in un’atmosfera unica e coinvolgente.

Dal 2021 il Palio delle Botti di Gioia del Colle è gemellato con il comitato bottai mancianesi e la città di Gioia del Colle con il comune toscano di Manciano (GR). E da quest’anno rappresenta la Puglia al Palio nazionale, che vede la partecipazione di svariate regioni italiane. Oltre ad essere stato censito nella “Mappatura delle rievocazioni storiche” dall’Istituto Centrale per Il Patrimonio Immateriale per conto del MIC.

La leggenda di Bianca Lancia, Federico II a Gioia del Colle e l’intuizione di Claudio Santorelli

La nascita di questo evento affonda le sue radici in un racconto tramandato nel tempo: la leggenda di Bianca Lancia e Federico II a Gioia del Colle.

Bianca Lancia, appartenente alla nobile famiglia piemontese dei Lancia, fu l’unica donna capace di conquistare il cuore dell’imperatore Federico II di Svevia, noto come lo “Stupor Mundi”. I due si conobbero intorno al 1225 e, pur non potendosi sposare ufficialmente all’epoca, vissero una relazione clandestina ma apertamente riconosciuta, dalla quale nacquero tre figli: Costanza, Manfredi e Violante.

La leggenda più nota narra che durante la seconda gravidanza di Bianca, Federico, accecato dalla gelosia e sospettando un tradimento, la rinchiuse in una torre del castello di Gioia del Colle, oggi chiamata “Torre dell’Imperatrice”. Bianca, straziata dall’umiliazione e dal dolore, si sarebbe mutilata tagliandosi i seni, che inviò all’imperatore su un vassoio insieme al neonato Manfredi, per poi togliersi la vita. 

Storicamente, però, questa narrazione è considerata una leggenda, poiché documenti attendibili indicano che Bianca non si suicidò e che, poco prima della morte di Federico II, i due si sposarono ufficialmente, permettendo la legittimazione dei figli nati dalla loro unione. Bianca divenne così imperatrice per pochi giorni, un atto che testimonia l’amore e il riconoscimento finale dell’imperatore.

Claudio Santorelli, Presidente e Direttore Artistico del Palio:

«L’idea mi è venuta leggendo la targa all’ingresso della città: “Città federiciana, della mozzarella e del buon vino”. Ho pensato che queste tradizioni meritassero di essere celebrate e valorizzate, perché stavano andando perdute».

Indagando nel passato di Gioia del Colle, Santorelli ha riscoperto la figura dei mastri bottai, artigiani specializzati nella costruzione delle botti: questa alchimia ha ispirato l’ideatore della manifestazione a creare nel 2016 il primo Palio delle Botti.

Il significato del “Palio”: tra storia e linguaggio

Ma cos’è davvero un “palio”? La parola deriva dal latino pallium, che indicava un ampio mantello o velo, spesso di lana, di forma quadrangolare, usato dai Greci e poi adottato anche dai Romani. L’etimologia risale alla radice indoeuropea pan, che significa “ampio” o “estensivo”. Con il tempo, pallium è passato a indicare non solo l’indumento, ma per estensione anche il drappo-premio assegnato al vincitore di competizioni – inizialmente equestre – e infine, con ulteriore ampliamento semantico, la gara stessa.

Così, il Palio delle Botti non è solo un evento: è un simbolo di sfida, comunità e identità culturale.

Una città divisa in quartieri storici

Durante la manifestazione, Gioia del Colle si divide nei suoi quattro quartieri storici, ciascuno legato a una delle antiche porte cittadine: Porta San Domenico, Porta San Francesco, Porta Maggiore e Porta Casale. Le strade si riempiono di colori, costumi medievali, stand gastronomici e musica dal vivo. Il giorno che precede la prima giornata del palio, le contrade si riuniscono in un’unica festa conviviale per celebrare l’evento.

Le protagoniste assolute della manifestazione sono le botti, dipinte a mano da artisti locali e pronte a rotolare tra le vie acciottolate della città. Non si tratta di semplici contenitori, ma di vere opere d’arte in movimento.

A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è il Corteo Storico Federiciano “Federico II e la sua corte”, punta di diamante dell’intera manifestazione curata dalla responsabile dei cortei storici e ambientazioni medievali Marilena Limitone.

L’imperatore svevo, figura chiave nella storia di Gioia del Colle, viene rievocato in tutta la sua magnificenza attraverso una sfilata sontuosa che racconta la sua presenza nella città e il prestigio del periodo medievale. Nobili, dame, armigeri e musici riportano in vita l’epoca federiciana con straordinaria accuratezza, immergendo gli spettatori in un viaggio emozionante tra i fasti e le cerimonie della corte imperiale.

Sfilando per le vie del centro storico, le contrade partecipanti aprono il corteo con i loro vessilli e colori, raccontando attraverso coreografie e figuranti scene di vita antica, tra simbolismi e rievocazioni storiche.

Le sfide tra le cantine e i giovani spingitori

A contendersi l’ambito trofeo “Città del Primitivo” saranno, come nelle precedenti edizioni, alcune delle più rinomate cantine del territorio: Giuliani, Polvanera, Tenuta Viglione, Di Gioia, Capovaccaio, Tenute Bradascio. E poi ci sarà una sezione dedicata alla competizione giovanile “Piccoli Spingitori crescono”, riservata ad alunni/e delle IV e V classi delle scuole elementari del circolo didattico Mazzini e le associazioni  “Il Tasso” e “Il piccolo principe”. La vera gara tra le cantine, però, si terrà la domenica, quando il quartiere vincitore si aggiudicherà il prestigioso “cencio”, un drappo artistico dipinto ogni anno da un diverso artista. Oltre al trofeo ufficiale, verrà assegnato anche un premio speciale alla botte più bella, riconoscimento che celebra l’unione tra arte e tradizione.

Una festa per tutta la comunità

Il Palio delle Botti di Gioia del Colle è molto più di una corsa o di una rievocazione storica, è una celebrazione della memoria collettiva, un’occasione per rinsaldare il senso di appartenenza a una comunità e un invito, rivolto a tutti, a riscoprire l’identità di un territorio attraverso i suoi mestieri, i suoi sapori e le sue storie.

Nel 2025, l’ottava edizione promette di essere ancora più coinvolgente, spettacolare e ricca di emozioni. Tra botti che rotolano, drappi da conquistare e vino da gustare, Gioia del Colle è pronta a fare ancora una volta festa. E, tra le novità più curiose dell’ottava edizione, ci sarà l’inno ufficiale del Palio.



Se state programmando un fine settimana a Gioia del Colle in occasione del Palio delle Botti, potrebbe interessarvi anche il nostro approfondimento dedicato a cosa vedere e fare in un weekend a Gioia del Colle e dintorni tra cultura e prodotti locali.

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