Il Carnevale di Massafra: tradizione e passione civica

da | Gen 29, 2026 | Storia, arte e cultura

Tra le manifestazioni storiche più sentite della Puglia, il Carnevale di Massafra  si prepara a un’edizione che si preannuncia come un vero e proprio rilancio dell’antica tradizione portata avanti nel tempo. La città tarantina si appresta ad accogliere sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati in una festa che, pur radicata nel tempo, guarda al futuro con rinnovata energia.

A raccontarci il fervore e le sfide di questo evento è un testimone privilegiato: un giornalista, Angelo Nasuto, critico attento e autore di un libro dedicato proprio al Carnevale, che svela la sua lunga storia d’amore con le creazioni in cartapesta.

Carnevale di Massafra
Carnevale di Massafra, edizione 1990, carri in montaggio sul piazzale situato davanti l’ospedale della città

Massafra: l’antica città delle gravine 

Massafra, gioiello incastonato ai piedi della Murgia tarantina, nota come la “città delle gravine”, deve la sua identità più profonda alle spettacolari formazioni carsiche che ne solcano il territorio.

Le origini di Massafra affondano nel tempo, con tracce di insediamenti che risalgono fin al Neolitico. Il suo sviluppo più caratteristico è però legato alla civiltà rupestre, un periodo affascinante che caratterizzò il medioevo, quando le gravine divennero rifugio e dimora per intere comunità, in particolare con l’immigrazione greco-bizantina. Chiese rupestri magnificamente affrescate, come quelle presenti nella gravina della Madonna della Scala, testimoniano una spiritualità e una vita quotidiana interamente modellate nella roccia.

Dominata dall’imponente castello medievale, che ancora oggi veglia sul centro storico, Massafra ha attraversato le dominazioni longobarde, normanne, angioine e aragonesi, assorbendo culture e architetture che si riflettono nei palazzi nobiliari e nelle chiese del centro abitato. Il toponimo stesso è oggetto di dibattito, forse derivato da “Massa fracta” (roccia fratturata), un nome che ne evoca la natura geologica.

Il tratto distintivo del paesaggio massafrese è dunque dominato dalle gravine, profondi canyon scavati dall’erosione, che creano una spaccatura suggestiva e drammatica nel terreno. In particolare, la gravina di San Marco, un tempo soprannominata “il paradiso di Massafra”, divide il centro storico in due parti, regalando scorci mozzafiato e custodendo la maggior parte degli insediamenti rupestri.

Questa ricchezza naturalistica, unita all’architettura scolpita nella pietra, rende Massafra un luogo di grande fascino, dove la natura offre una cornice selvaggia e maestosa alle tradizioni millenarie, tra cui spicca la vitalità del suo celebre Carnevale.

Un febbraio all’insegna della Festa

La festa di Carnevale a Massafra è ufficialmente nata in maniera stabile negli anni Cinquanta del secolo scorso, precisamente dal 1952, e ha vissuto i suoi anni d’oro soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, quando i carri raggiungevano “misure spropositate” – così come racconta Angelo Nasuto – e l’affluenza toccava le 30.000 persone.

Per l’edizione di questo 2026, il programma è in via di definizione ma prevede tre momenti cruciali di festa, concentrati nella prima metà di febbraio:

  • la sfilata delle scuole domenica 8 febbraio, con il coinvolgimento degli studenti di ogni ordine e grado;
  • la prima grande sfilata dei carri allegorici, domenica 15 febbraio;
  • la replica della sfilata dei carri in occasione del Martedì Grasso, martedì 17 febbraio, accompagnati da gruppi mascherati o dalle scuole. 

Oltre alle sfilate, i festeggiamenti includono momenti di divertimento come il tradizionale ballo in maschera in villa, spesso animato da radio locali.

L’arte della carta da calco: non solo cartapesta

Il cuore pulsante del Carnevale di Massafra risiede, come nella maggior parte delle manifestazioni storiche di tale spessore, nell’artigianato dei suoi maestri carristi. La tecnica utilizzata non è la semplice cartapesta, ma la più complessa carta da calco. Questa richiede un procedimento lungo e meticoloso che inizia con la modellazione della forma, specialmente del volto del pupazzo, creata in argilla o creta. Successivamente, si procede alla preparazione del negativo: la scultura viene levigata e poi coperta con il gesso per creare lo stampo. A questo punto avviene la laminazione: lo stampo in gesso viene riempito con centinaia di fogli di carta, almeno due o tre strati, e fatto asciugare. Infine, c’è la rifinitura: una volta estratto, il pupazzo di carta viene levigato, imbiancato e completato con la pittura finale. Questa tecnica è la medesima adottata anche dal celebre Carnevale di Putignano.

Carnevale di Massafra
Carnevale di Massafra, edizione 1998

Le sfide aperte del Carnevale

Angelo Nasuto, un professionista con esperienze nel giornalismo, nella radio da oltre 10 anni e nella musica in quanto pianista autodidatta e dj, non nasconde le difficoltà che affliggono la manifestazione.

Massafra, con i suoi 33-35.000 abitanti, lamenta l’emigrazione giovanile e, sul fronte organizzativo, la mancanza di una Fondazione del Carnevale.

Il difetto principale è che non abbiamo una Fondazione, il Carnevale segue il destino politico della città. Di conseguenza questo costituisce un aspetto davvero critico poiché l’andamento della manifestazione ogni anno può essere diverso a seconda della gestione amministrativa che vi è dietro e dell’impegno che ci viene messo.

Come ben racconta nel suo libro, una dedicata e apposita Fondazione fu creata nel 1998, ma ebbe vita breve a causa di controversie di diversa tipologia.

Questa dipendenza dall’amministrazione locale mina allora la stabilità e la visione a lungo termine dell’evento, portando a momenti di crisi e a edizioni meno curate. 

L’augurio espresso è che l’imminente rilancio possa segnare una svolta definitiva, superando le difficoltà organizzative che in passato hanno portato anche a sfilate con carri riciclati e a problematiche dovute all’eccessiva grandezza dei giganti allegorici.

Il Carnevale di Massafra rappresenta per molti massafresi nati e cresciuti in questo territorio splendido una tradizione irrinunciabile, un fondamento della massafresità che una volta in molti ci invidiavano. Oggi questa tradizione, dopo decenni memorabili di crescita e sviluppo, sembra entrata in crisi, in un vortice spaventoso di congiunture economiche sfavorevoli, sempre accompagnate nella storia da una vertiginosa caduta di valori. La tanto raccontata crisi economica si trasforma in crisi valoriale, come se la prima fosse conseguenza della seconda. In questi anni, ho avvertito fortemente questo smarrimento, dal momento che il carnevale massafrese per me è sempre stato un appuntamento imperdibile, rappresentando la festa per eccellenza, in una sorta di naturale osmosi tra sacro e profano

Carnevale di Massafra
Carnevale di Massafra, edizione 2014

Il mio Carnevale: una storia d’amore e resistenza

La profonda connessione del giornalista con l’evento è raccontata in un libro, Il mio Carnevale, uscito otto anni fa.

L’opera è una raccolta di ricordi scatenati da un evento traumatico: un grave incidente d’auto avvenuto nel gennaio 2015 che ha costretto l’autore ad una critica situazione di salute da affrontare.

Carnevale di Massafra

La scrittura del libro è stata una vera e propria sfida e un gesto di riappropriazione, un modo per elaborare l’accaduto e fissare la sua profonda affezione al Carnevale, nata fin dall’infanzia quando le zone dove si montavano i carri erano immediatamente prospicenti il suo balcone di casa e dove dunque il rimanere nell’incanto era cosa naturale.

Carnevale di Massafra
Carnevale di Massafra, edizione 2023

Come racconta Nasuto: 

Mi piacerebbe che un giorno la nostra manifestazione riprenda il senso della convivialità, del sereno stare insieme, libera finalmente da quell’acerrimo egoismo che sta fuorviando ogni individuo, portandolo fuori dalla socialità. Per questo ho portato a termine il mio progetto editoriale, pubblicando le mie memorie di più di trent’anni di carnevale. Dunque, spero che questa mia raccolta di ricordi sia non solo un incentivo per la nostra Massafra, ma uno stimolo per dare un piccolo contributo affinché la nostra società recuperi quei fondamenti e quegli elementi che sembra aver smarrito. Un fine piuttosto ambizioso, ma credo ampiamente condivisibile.

Una narrazione in forma di romanzo del Carnevale, che parte da quando da ragazzino Nasuto si incantava davanti allo spettacolo dei colori, delle luci e delle figure in movimento, sino agli anni da cronista per il Quotidiano di Taranto.

Come ben spiega Gianni Iacovelli nella prefazione al libro:

Sul filo della memoria, Nasuto passa in rassegna la manifestazione anno dopo anno, narrando con dovizia di particolari, dall’interno, l’incessante evoluzione dell’evento, in un continuo rimando di fiction e realtà, tra le fantastiche rutilanti allegorie dei carri e la vita di tutti i giorni. 

Che la cartapesta continui a generare socialità

È questo allora lo straordinario racconto di una città che nei giorni di Carnevale riesce a vivere una diversa socialità e ad aprirsi al mondo attraverso l’arte della cartapesta, interpretando con la satira i fatti della storia, della politica e dell’attualità e mettendo in ridicolo, in forma caricaturale, i potenti del momento. 

Con l’augurio sentito che la nuova edizione riesca a eccellere nella forma ma soprattutto nella sostanza: dove sostanza è socialità, condivisione, star bene come comunità di cittadini responsabili e legati alle tradizioni del territorio in cui sono nati o in cui hanno deciso di far fiorire le proprie vite. Affinché questo culto possa arrivare anche lontano, ospitando menti curiose e viaggiatrici, in una Puglia che sempre sia pronta ad accogliere e a gratificare chi la visita.

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