Carnevale di Manfredonia 2026: un viaggio tra maschere, storia e identità sipontina

da | Feb 9, 2026 | Guide e itinerari, Storia, arte e cultura

Sono tanti i Carnevali organizzati in Puglia, ciascuno con il proprio vernacolo, la propria storia, cucina e cultura. Tra i più famosi, c’è sicuramente il Carnevale di Manfredonia

Una manifestazione che non si limita a sfilare tra coriandoli e carri allegorici, ma racconta una storia millenaria, fatta di riti, miti e identità profonde. A Manfredonia, sul mare del Gargano, il Carnevale unisce il presente alle radici più antiche della cultura sipontina.

Qui, infatti, dove un tempo sorgeva la romana Siponto, si svolgevano riti pagani e culti propiziatori legati alla fertilità e al ciclo della natura. Una tradizione sopravvissuta negli anni e che ha saputo trasformarsi senza perdere la propria identità, diventando uno degli eventi più sentiti del territorio.

Sfilata di Carnevale a Manfredonia
Foto di Matteo Nuzziello

La storia del Carnevale di Manfredonia

Le prime tracce documentarie relative al Carnevale di Manfredonia risalgono al XVI secolo, quando il Sinodo Provinciale Sipontino del 1567 arrivò a proibire ai chierici di partecipare mascherati agli spettacoli carnevaleschi, segno di una festa tanto popolare quanto irrinunciabile.

Mescolando sacro e profano tra maschere, danze e scherzi, arriviamo alle cronache ottocentesche, le quali ci restituiscono l’immagine di un Carnevale vissuto con entusiasmo anche nei momenti più difficili. In una lettera del 1839, Gian Tommaso Giordani racconta a padre Maria Fania da Rignano di una Manfredonia povera, ma animata da una festa capace di coinvolgere tutti. 

Nei primi anni del Novecento, la tradizione continua a scandire la vita cittadina e, dopo la Prima Guerra Mondiale, il Carnevale ritrova slancio con veglie danzanti organizzate nelle “socie” e al teatro Eden, mentre durante il Ventennio fascista fanno la loro comparsa i primi carri allegorici, decorati con fiori e trainati da cavalli. 

È però nel secondo dopoguerra che la manifestazione assume una forma più strutturata: nel 1955 nasce il Comitato per il Carnevale Sipontino e il Comune ne riconosce ufficialmente il valore, sostenendolo economicamente.

Un punto di svolta arriva nel 1963, con un’edizione presentata da Enzo Tortora, che segna l’inizio di una nuova stagione di crescita e visibilità. Da allora, il Carnevale di Manfredonia si arricchisce di appuntamenti simbolici, come la “Sfilata delle Meraviglie” dedicata ai bambini e, soprattutto, i grandi carri allegorici in cartapesta, diventati negli anni l’emblema di una festa che continua a rinnovarsi, senza mai dimenticare le proprie radici.

Spettacolo di Carnevale a Manfredonia
Foto di Matteo Nuzziello

Carri allegorici e maschere tipiche

L’energia del Carnevale di Manfredonia è innegabilmente travolgente.

A incarnare il suo spirito più autentico è Ze Pèppe, maschera ufficiale della festa e tra le più conosciute tra le maschere tipiche del Carnevale in Puglia. Si tratta di un vecchio scanzonato e ironico, capace di ridere delle difficoltà senza mai arrendersi. È lui il volto della resilienza sipontina, simbolo di una comunità che affronta la vita con leggerezza e sarcasmo, trasformando anche la fatica in occasione di condivisione.

Ma il cuore pulsante della manifestazione batte soprattutto attorno ai carri allegorici, vere e proprie opere d’arte effimera. Dietro le loro forme monumentali si nasconde una storia lunga e complessa, oggi stanca, ma tenacemente viva, che sopravvive grazie alla passione degli ultimi maestri cartapestai della città. 

Negli ultimi anni, infatti, quest’arte preziosa sta rischiando di andare perduta. A causa di diversi motivi come la mancanza di “discepoli” a cui trasmettere tecniche e manualità e il poco tempo a disposizione, i carri allegorici sono stati per diversi anni i grandi assenti dell’evento. Solo nel 2025, la tradizione ha ricominciato timidamente a prendere forma.

Quando si fa il Carnevale a Manfredonia

Il Carnevale di Manfredonia segue il ritmo del calendario liturgico e si svolge tradizionalmente tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, culminando nelle settimane che precedono la Quaresima.

Si comincia domenica 15 febbraio per la prima grande sfilata dei carri e dei gruppi, compresa la sfilata delle meraviglie.

Martedì 17 febbraio ci sarà la Golden Night, nella quale sfileranno sempre carri, gruppi e i più piccoli della sfilata delle meraviglie. Si conclude con l’evento più atteso del Carnevale, la Notte Colorata di sabato 21 febbraio dove ci sarà la grande parata dei carri e dei gruppi, compresi i più piccoli della sfilata delle meraviglie.

Per omaggiare Beppe Vessicchio, scomparso recentemente, il tema di quest’edizione è stato chiamato “Musica Maestro”.

Sfilata dei carri di Carnevale a Manfredonia

Cosa vedere a Manfredonia durante il Carnevale

Approfittate del Carnevale per esplorare Manfredonia tra storia e natura e, se avete tempo, scoprite anche cosa vedere in Gargano per completare la vostra esperienza approfondendo anche il resto del territorio.

A pochi passi dalla città, il Parco Archeologico di Siponto racconta le origini antiche del luogo, tra resti romani e la suggestiva basilica paleocristiana, oggi reinterpretata dalla celebre installazione in rete metallica realizzata da Edoardo Tresoldi. 

Poco distante, immersa nella quiete della campagna, l’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara accoglie con il suo fascino medievale e la sua atmosfera senza tempo. Nel cuore urbano, il Castello di Manfredonia domina il porto e custodisce secoli di storia, mentre gli Ipogei Capparelli svelano un volto più nascosto e misterioso della città, scavato nella roccia.

Per una pausa nella natura, l’Oasi Laguna del Re offre scenari silenziosi e riflessi d’acqua che contrastano con l’energia del Carnevale. Chiude l’itinerario la Chiesa di San Francesco, luogo simbolico della spiritualità cittadina, perfetta per ritrovare un momento di quiete dopo il ritmo festoso delle celebrazioni.

Castello di Manfredonia

Il piatto tipico da provare durante il Carnevale di Manfredonia

Non lasciate Manfredonia senza aver provato uno dei piatti tipici del Carnevale in Puglia: la farrata, tesoro gastronomico sipontino e rara eredità dell’Impero Romano. 

Nata oltre duemila anni fa, quando Siponto era una fiorente colonia romana, questa specialità è oggi custodita gelosamente solo qui, sopravvissuta al tempo persino più della sua città d’origine: a Roma, infatti, la farrata non esiste più.

Il suo cuore è il farro, cereale primordiale coltivato sin dal Neolitico e alimento fondamentale dei legionari romani. Nell’antica Roma, la farrata, una focaccina rotonda a base di farina di farro, cacio e uova, era un cibo rituale, legato ai matrimoni patrizi: durante la confarreatio, gli sposi la consumavano per sancire sacralmente la loro unione.

A Manfredonia, nel corso dei secoli, il farro è stato in parte sostituito dal grano, ma la tradizione non si è mai interrotta. Ancora fino al Novecento, la farrata veniva offerta agli invitati durante le nozze, farcita con ricotta e profumata alla menta maggiorana, rievocando simbolicamente gli antichi riti romani. 

Con il tempo, il suo consumo si è legato soprattutto al periodo carnevalesco, estendendosi fino alla Pasqua. Oggi, la farrata rappresenta un rustico salato di forma rotonda, composto da sottili strati di pasta sfoglia e un ripieno morbido e aromatico a base di ricotta pecorina del Gargano, menta maggiorana, tuorlo d’uovo, cannella e pepe. 

Una ricetta tramandata da oltre duemila anni, che rientra a pieno titolo nella tradizione ultramillenaria del Carnevale sipontino.

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