A partire dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate che coincide con l’inizio dei festeggiamenti carnevaleschi, quando la Puglia si veste di festa per il Carnevale, l’immaginario collettivo corre subito alle sfilate e alle celebri maschere tipiche del Carnevale pugliese. Sebbene il Carnevale di Putignano o il Carnevale di Massafra siano tra i più conosciuti e frequentati, c’è una storia di teatro, arte e narrazione territoriale molto più antica e meno battuta dai percorsi turistici di massa. Questa storia risale al Seicento, al cuore della Commedia dell’Arte, ed è quella di Don Pancrazio Cucuzziello, il Biscegliese.
Questa figura, originaria di Bisceglie (BAT), è la maschera della Commedia dell’Arte di origine pugliese più antica di cui si abbia traccia, e la sua storia ci permette di esplorare una Puglia alternativa.

Don Pancrazio Cucuzziello e la Commedia dell’Arte
Don Pancrazio Cucuzziello è riconosciuto come la maschera teatrale pugliese più antica, le cui origini risalgono alla Commedia dell’Arte del ‘600. Questa maschera è stata resa celebre dall’attore napoletano Giuseppe Tavassi, che nel 1801 la porta in scena al San Carlino di Napoli. Tavassi colloca il Biscegliese nell’archetipo dei “Vecchi” della Commedia, al pari di Pantalone o del Dottore, ma con una connotazione territoriale inequivocabile.

Chi è Don Pancrazio Cucuzziello
Il personaggio di Don Pancrazio Cucuzziello è un ritratto satirico della borghesia agraria di provincia del tempo. L’editore Antonio Cortese lo descrive con chiarezza:
è il tipico provinciale pugliese, avaro, possidente terriero e corteggiatore di donne giovani. La maschera risale al Seicento; poi, nell’Ottocento, era in voga al San Carlino di Napoli e si trovano sue tracce anche in Francia.
Il Biscegliese è l’archetipo dell’uomo facoltoso che cerca di apparire magnifico ma è rovinato dalla sua avarizia e dalla sua goffa senilità.
L’importanza di Don Pancrazio non è marginale. I registri teatrali ottocenteschi lo vedono recitare a fianco di Pulcinella, spesso nel ruolo di antagonista o di spalla comica. Questo colloca la nostra maschera pugliese in un contesto artistico di altissimo livello popolare, con tracce della sua fama che raggiungono persino la Francia, come abbiamo visto.

Quali sono le caratteristiche principali del costume di Don Pancrazio?
Per comprendere pienamente Don Pancrazio, bisogna osservare i dettagli che lo caratterizzavano, rendendolo riconoscibile e comico. L’immagine più autorevole della maschera fu immortalata da Maurice Sand nel suo studio Masques et bouffons (1860), prova iconografica della sua appartenenza al mondo della Commedia dell’Arte.
L’abito del “Vecchio” consumato
Il suo vestiario racconta perfettamente la sua ipocrisia e la sua avarizia con un contrasto molto forte: infatti, indossa abiti che richiamano la condizione di possidente terriero (giubba, panciotto, tricorno), ma che sono descritti come logori e consumati. L’ossessiva avarizia del personaggio gli impedisce di rinnovare il guardaroba, rendendo la sua pretesa di status involontariamente ridicola.
Il linguaggio
L’arma segreta di Don Pancrazio sul palco era la sua parlata. In contrasto con il dialetto napoletano dominante, utilizzava un “misto di dialetti pugliesi”.
Questa commistione dialettale lo identificava immediatamente come il provinciale. Era questa la chiave della sua vulnerabilità e, paradossalmente, della sua comicità, rendendolo il bersaglio ideale per gli scherzi di Pulcinella. Il suo linguaggio, esotico e deriso, metteva in scena lo scontro tra la capitale del Regno (Napoli) e la provincia (Puglia).

Scoprire Don Pancrazio Cucuzziello per riscoprire la Puglia
La riscoperta di Don Pancrazio Cucuzziello è molto più di un esercizio storico per gli amanti dell’arte e dello spettacolo; è un atto di riappropriazione territoriale.
Don Pancrazio, il Biscegliese, è il simbolo di una Puglia autentica che ci ricorda l’esistenza di numerose storie di nicchia e di figure che, pur essendo nate in centri minori come Bisceglie, hanno calcato palcoscenici nazionali e internazionali, arricchendo la cultura italiana.
Il nostro invito non è semplicemente quello di vivere il Carnevale in Puglia, ma di spingersi fino ai centri più piccoli e seguire le tracce di Don Pancrazio, esplorando la storia del teatro popolare nelle piazze della provincia e nei centri storici meno battuti, come per esempio il Carnevale di Sammichele di Bari, che conserva molti punti di contatto proprio con la Commedia dell’Arte.
Le illustrazioni sono di Giulia Santillo.




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